Cosa significa se condividi sempre foto di coppie famose sui social, secondo la psicologia?

Il fenomeno nascosto: quando i social diventano una galleria dell’amore perfetto

Hai mai notato quella persona nel tuo feed che sembra aver trasformato il proprio profilo Instagram in un museo dedicato alle coppie più iconiche del momento? Oggi una foto romantica di Chiara Ferragni e Fedez, domani un’immagine dolcissima di Gigi Hadid e Zayn Malik, seguita magari da un throwback nostalgico di Brad Pitt e Angelina Jolie ai tempi d’oro. Mentre scrolli ti chiedi se questa persona abbia mai pubblicato una sua foto negli ultimi sei mesi.

Prima di pensare che abbia qualche strano problema, fermati un attimo. Dietro questo comportamento apparentemente innocuo si nasconde un universo psicologico affascinante che rivela molto più di quanto immagini su chi sta dall’altra parte dello schermo. E no, non stiamo parlando di patologie: stiamo esplorando meccanismi mentali che, in realtà, riguardano tutti noi nell’era dei social media.

La psicologia dietro l’ossessione per le coppie perfette

Partiamo con una premessa scientifica: non esistono studi specifici che analizzino esclusivamente il comportamento di pubblicare foto di coppie famose sui social. I ricercatori sono ancora troppo occupati a decifrare perché condividiamo foto del nostro pranzo. Tuttavia, la psicologia sociale e quella dei media digitali ci offrono spiegazioni illuminanti su questo fenomeno sempre più diffuso.

Secondo una ricerca di Liu e colleghi del 2017, pubblicata su Cyberpsychology, Behavior and Social Networking, le nostre scelte di condivisione riflettono sempre il nostro stato emotivo del momento e nascondono bisogni profondi di connessione e approvazione sociale. Quando qualcuno condivide sistematicamente immagini di coppie celebri, sta comunicando attraverso un linguaggio simbolico potentissimo senza nemmeno rendersene conto.

La prima dinamica in gioco è l’identificazione proiettiva: guardare e condividere immagini di coppie che percepiamo come perfette ci permette di fantasticare su come potrebbe essere la nostra vita sentimentale ideale. È come se attraverso quella foto di due attori che si baciano al tramonto stessimo gridando al mondo: “Ecco, questo è esattamente il tipo di amore che voglio!”

La scienza della caccia ai like

Ma ecco dove la faccenda diventa davvero interessante dal punto di vista neuroscientifico. Gli esperti hanno identificato quello che chiamano circolo di feedback guidato dalla dopamina, un meccanismo che può essere virtuoso o vizioso. Quando pubblichiamo contenuti che generano like, commenti e reazioni positive, il nostro cervello rilascia dopamina, la stessa sostanza coinvolta nelle dipendenze comportamentali.

Uno studio di Meshi e colleghi del 2015 ha dimostrato che i social media attivano i circuiti cerebrali della ricompensa che si accendono quando mangiamo cioccolato o vinciamo alla slot machine. Le foto di coppie famose hanno un vantaggio strategico in questo gioco: sono contenuti universalmente apprezzabili. Chi metterebbe mai “non mi piace” a una foto romantica? È praticamente un investimento garantito in termini di approvazione sociale.

Robert Cialdini, guru della psicologia della persuasione, ha spiegato quanto sia potente il meccanismo della “riprova sociale”: tendiamo a imitare comportamenti già approvati dal gruppo perché ci fanno sentire parte di qualcosa di più grande. Condividere immagini di coppie iconiche diventa un modo per allinearsi a valori condivisi, creando quel senso di appartenenza virtuale di cui abbiamo tutti bisogno.

Quando Instagram diventa il tuo specchio emotivo

Arriviamo al punto più delicato, quello che nessuno vuole ammettere ma che dovremmo tutti considerare. Non tutte le motivazioni dietro questo comportamento sono necessariamente consapevoli o positive. La ricerca di Marino e colleghi del 2018, pubblicata su Computers in Human Behavior, ha evidenziato che l’uso problematico dei social network è spesso correlato a insoddisfazione personale e strategie di gestione emotiva disfunzionali.

Tradotto: a volte condividiamo ossessivamente immagini dell’amore perfetto degli altri perché stiamo attraversando un momento difficile nella nostra vita sentimentale. È come se, attraverso quei post, stessimo cercando di riempire un vuoto emotivo o di convincere noi stessi che crediamo ancora nell’amore, anche quando magari il nostro ultimo appuntamento è finito male.

Attenzione però: questo non significa che chiunque condivida foto di coppie famose stia compensando qualcosa. Sarebbe una generalizzazione scorretta e potenzialmente dannosa. Il comportamento umano è complesso e sfaccettato.

L’arte di costruire la tua identità digitale

C’è un aspetto fondamentale che spesso sottovalutiamo: il ruolo nella costruzione della nostra identità digitale. Come ha spiegato Hogan nel suo studio del 2010, i social media sono diventati il nostro spazio principale di auto-narrazione, dove la selezione di cosa condividere è un vero atto di presentazione del sé.

Cosa rivela chi posta solo coppie famose?
Romantico incallito
Sognatore sociale
Regista del proprio brand
Cuore deluso
Esperto di like

Condividere sistematicamente immagini di coppie famose innamorate comunica messaggi specifici: “Sono una persona romantica”, “Credo nell’amore vero”, “Apprezzo la bellezza delle relazioni autentiche”. È un modo per costruire un personal brand emotivo che ci rappresenti secondo i valori che vogliamo trasmettere.

La ricerca in psicologia sociale ha dimostrato che tutti curiamo la nostra immagine pubblica attraverso scelte comunicative strategiche. La differenza è che oggi questo processo avviene online, con una velocità mai vista prima. È come se fossimo tutti piccoli direttori marketing di noi stessi, senza nemmeno averlo studiato.

Il lato oscuro delle aspettative irrealistiche

Ma cosa succede quando questa abitudine inizia a influenzare la percezione della realtà? Il rischio più concreto è sviluppare aspettative completamente irrealistiche riguardo alle relazioni amorose. Le immagini sui social, anche quelle delle coppie più autentiche, rappresentano sempre momenti selezionati, filtrati, perfezionati.

Uno studio di Hunt e colleghi del 2018 ha evidenziato come l’esposizione costante a contenuti idealizzati possa contribuire a fenomeni di confronto sociale dannoso. Quando confrontiamo continuamente la nostra vita sentimentale con quella apparentemente perfetta delle celebrità, rischiamo di sviluppare insoddisfazione verso le nostre relazioni reali.

È come guardare solo film d’azione e lamentarsi che la vita quotidiana è noiosa. Il problema non è la vita quotidiana: è aver perso il contatto con cosa sia normale e cosa sia spettacolo. Dall’altra parte, questa abitudine può avere effetti positivi: stimolare la creatività romantica, dare idee per sorprendere il partner, o mantenerci in contatto con il nostro lato sognatore.

Decifrare il codice del tuo comportamento

Se ti sei riconosciuto, probabilmente ti stai chiedendo: “E ora cosa dovrei fare?” La risposta non è smettere completamente né sentirti in colpa. L’obiettivo è sviluppare maggiore consapevolezza delle tue motivazioni e del modo in cui questa pratica influenza il tuo benessere emotivo.

Prova questo esperimento: per una settimana, ogni volta che condividi una foto di una coppia famosa, fermati e chiediti cosa ti ha spinto a farlo. Cercavi ispirazione? Volevi condividere bellezza? O magari stavi attraversando un momento di solitudine?

  • Osserva i tuoi pattern: condividi più spesso quando sei single o in coppia?
  • Nota le reazioni: che feedback ricevi e come ti fanno sentire?
  • Rifletti sui tempi: ci sono momenti specifici che ti spingono a condividere?
  • Analizza le scelte: preferisci coppie sposate o quelle più drammatiche?

Non esistono risposte giuste o sbagliate, solo una maggiore comprensione di te stesso. Questa consapevolezza può aiutarti a utilizzare i social media in modo più autentico e soddisfacente per i tuoi bisogni reali.

La verità che cambia tutto

Ecco il punto che probabilmente non ti aspetti: condividere foto di coppie famose è un comportamento assolutamente normale che risponde a bisogni universali di connessione, ispirazione e costruzione identitaria. Non c’è nulla di patologico in questa abitudine, purché rimanga equilibrata.

La ricerca di Wolfers e Schneider del 2023 sottolinea l’importanza della consapevolezza nelle strategie di regolazione emotiva attraverso i social. Se questa abitudine ti fa sentire bene, ti ispira e ti connette positivamente con gli altri, continua pure. Se invece noti che ti crea frustrazione o aspettative irrealistiche, forse è il momento di riflettere.

Dietro ogni comportamento, anche il più superficiale, si nascondono bisogni umani profondi e legittimi. Il tuo cuore sa quello che cerca: a volte ha solo bisogno di aiuto per esprimerlo autenticamente. E se nel frattempo vuoi continuare a condividere foto di Ryan Reynolds e Blake Lively, almeno ora sai perché lo fai. E questa è già una piccola vittoria verso una maggiore consapevolezza di te stesso.

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